dopodipioggia:
Scusate: e qual è la differenza con un camorrista qualsiasi, visto che non mi è data libertà di scelta se aderire o meno alla “protesta”?
ilovelivehere:
bah io sono dell’idea che le vostre/nostre vite quotidiane e le nostre comodità passino in secondo piano quando ci troviamo di fronte al più grande crimine della storia che stà accadendo sotto i nostri occhi e noi siamo l’unica generazione che è troppo pigra per agire…
dopodipioggia:
Sintassi a parte, fammi capire una cosa: quale sarebbe il «più grande crimine della storia che stà [sic!] accadendo sotto i nostri occhi»? L’attuazione delle liberalizzazioni? Il costo della benzina che aumenta? E perché sta accadendo tutto questo? Quali sono le ragioni politiche, sociali ed economiche che stanno spingendo ad una riforma strutturale del Paese? E in ultima analisi, come direbbe “V per vendetta”: di chi è la colpa?
Non so quale sia il tuo background culturale e sociale, ma a me hanno insegnato che la lotta si coniuga sempre con la libertà di scelta. Questo non è “agire”, questa è prevaricazione. Questa è camorra. Non si tratta di avere una comodità in meno, si tratta di avere il diritto di partecipare o meno ad una forma di protesta. E tu mi stai negando questa libertà (garantita dal dettato costituzionale, giusto per).
Poi, sulla questione generazionale, tocchi un punto dolente: in Italia manca totalmente la cultura necessaria per una ‘rivoluzione’ che sia soltanto lontanamente paragonabile a quella del Sessantotto. Questa ondata di antipolitica mi fa paura come e quanto la politica pappona, perché sottesa c’è la stessa faciloneria del “rossi e neri siamo tutti uguali” (cit. Ecce Bombo).
La lezione di Pasolini è stata inascoltata.
onepercentaboutanything:
Purtroppo, nonostante vorrei con tutto il cuore che questa fosse veramente una rivolta che ha base popolare, io riesco a vedere solo la rabbia e la disperazione della gente direzionata da chi vuole trarne interesse e/o vantaggio. Ci sono in ballo moltissimi fattori, da piccoli sindacati che vogliono acquisire potere politico fomentando blocchi in modalità comunque quantomeno non democratiche, e che quindi con il popolo centrano poco o nulla. Ci sono forti ingerenze da parte di movimenti politici che finora si sono dovuti muovere per ovvi motivi istituzionali ai margini esterni della politica (essendo l’apologia del Fascismo ancora reato in questo paese). Ci sono le mafie, che vogliono comunque far capire alla politica che non hanno intenzione di mollare la presa e il potere, che un’ondata di legalità potrebbe comunque minacciare se non indebolire. Non nego, non potrei mai negare che non ci siano valide e gravi motivazioni, la disperazione della gente c’è, è palese, la condivido e la vivo. Ma fino al momento in cui nessuno mi spiegherà perché tutto questo non è già avvenuto negli ultimi 18 anni quando a più riprese ci sono stati palesi ed evidenti segnali di come si stava arrivando a tutto questo (e di sicuro dal 2006 in poi in escalation), io, che sono stato in piazza finora per tutte le battaglie che ho reputato giuste, dubito sulla “purezza” e la genuinità di questi movimenti, vedendo solo palesi strumentalizzazioni populistiche della rabbia della gente.
Ed è vero, Pasolini è rimasto un profeta inascoltato.
ilovelivehere:
Cercherò di esprimermi meglio,il punto della questione non è chi sia libero o meno di partecipare ad una protesta .Vi lamentate tutti perchè dei camionisti violano il sacro santo diritto di scelta “(garantita dal dettato costituzionale, giusto per) ” ma non vi scandalizzate se da 50 anni la libertà di ogni singolo cittadino è negata da una èlite che per i propri interessi distrugge la sovranità popolare creando quell’assurda convinzione che il debito pubblico sia distruttivo e vada assolutamente sanato (cosa non vera e se vuoi te la spiego a parte). Non vi scandalizzate se ci tolgono la sovranità popolare vincolandoci ad una moneta estranea,non vi scandalizzate se la maggiore prospettiva lavorativa che un 20 enne in Italia può avere sono 700 euro al mese a tempo determinato in un supermercato e ti lecchi pure le dita.Ci sono state proteste rispettose della libertà di scelta altrui,vedi Mariarca Terracciano ,è morta per avere il suo stipendio da infermiera letteralmente dissanguandosi nel silenzio e nell’indifferenza continuando a fare il suo lavoro.Forse se avesse bloccato il traffico di una strada per 3 giorni avrebbe vinto. Ovvio che tu hai diritto di scelta,ma anche un camionista ha il diritto di protestare ed oggi in Italia se protesti educatamente rimani solo e dissanguato. Se vuoi esercitare veramente il tuo diritto di scelta allora prima vai quel simpatico ometto dai capelli bianchi che stà “riformando” il paese a dire che la sua presenza lì viola il sacro santo diritto ad una votazione democratica.
Ovviamente mi scuso per la sintassi anticipatamente,così in una tua eventuale risposta possiamo risparmiarci la parte in cui fai il magnifico.
dopodipioggia:
Vediamo di capirci. Innanzitutto, se tu usi uno strumento (la lingua italiana) non puoi lamentarti se qualcuno ti fa notare che ne stai facendo un uso se non improprio, quantomeno azzardato. Io non mi metto a progettare centrali nucleari perché non ne ho le competenze, ma se ci provassi non mi potrei lamentare se qualcuno mi facesse notare che avrei fatto fondere il nocciolo in dodici secondi netti.
Ad ogni modo, la tua risposta tradisce un’ingenuità forse figlia della tua età, forse figlia del tuo background. Nel primo caso non è colpa tua, nel secondo sì. Ti lanci in spericolate accuse senza sapere chi hai di fronte, se qualcuno di noi (giusto per fare un esempio, eh?) abbia subìto minacce di morte per le sue inchieste scomode, se qualcuno di noi abbia provato a cambiare le cose con gli strumenti democratici della condivisione di idee e dell’analisi punto-per-punto della società in cui suo malgrado si è trovato a vivere. No, la tua condanna è già emessa: noi non possiamo parlare perché non ci scandalizza che un “20 enne in Italia può avere sono 700 euro al mese a tempo determinato in un supermercato e ti lecchi pure le dita”. Premesso che è una accusa basata sul pregiudizio, chi ti impedisce di andartene all’estero? Chi ti impedisce di approfondire i tuoi studi accademici così da avere un’arma in più per il tuo (eventuale) datore di lavoro? No, la questione non è questa, e tu -che hai capito tutto- lo sai bene: la questione è IL SIGNORAGGIO.
Eh sì. Stronzi noi che cerchiamo di capire le ragioni antropologiche, sociali e culturali che ci hanno portato al baratro. Ma no, è tutta colpa di “quel signore con i capelli bianchi”, magari messo lì dai poteri occulti, dagli illuminati, dal Nuovo Ordine Mondiale. Vedi, non lontano da casa mia ha vissuto per molto tempo Giovan Battista Vico, quel tizio dei “corsi e ricorsi storici”. Ma non è la Storia a ripetersi, è l’essere umano che è intrinsecamente portato a ripetere gli stessi errori. Dopo la Prima Guerra Mondiale la Germania era distrutta, con un debito di guerra spaventoso ed un’inflazione che portava la gente a fare acquisti portandosi i soldi -letteralmente- nelle carriole. Nel frattempo gli ebrei, per ragioni storiche che Baumann individua nel suo “Società liquida”, diventavano sempre più ricchi. Ora, al contadino medio potevi mai spiegare le ragioni antropologiche, sociali e soprattutto storiche che avevano messo la Germania in ginocchio? No, era più facile dire che gli ebrei fossero sanguisughe. E abbiamo visto che cosa è successo dopo.
Insomma, la tua è una posizione estremamente vigliacca sia perché (nel bene o nel male) non sei in mezzo alla strada a buttarti davanti ai camion per farli fermare, sia perché riduci i problemi di una crisi economica dalle infinite sfaccettature a ‘sto cazzo di signoraggio. E sulla scorta di questo, che è «il più grande crimine della storia che stà accadendo sotto i nostri occhi», ti senti in diritto di dire che un altro essere umano fa bene ad esercitare violenza e coercizione su di un collega.
Come diceva un carissimo amico: «tanti anni di Travaglio ci hanno rovinato per sempre, più di Berlusconi».