Oddio, titolata così fa indignare. Ma secondo me è solo uno scivolone comunicativo.
Martone voleva dire che dobbiamo far passare il messaggio che studiare è bello: e lo dici a uno che ancora si commuove leggendo il libro quinto dell’Antologia palatina? Il problema è che non tutti si laureano tardi perché passano le serate in discoteca: proprio lui dovrebbe sapere che il mercato del lavoro non ti permette di mantenerti adeguatamente. La chiamano “gavetta”, per me è sfruttamento generalizzato (specie nel giornalismo. L’Ordine ha anche creato un sito per parlarne, con risultati finora scarsi).
Personalmente ho lavorato tantissimo al di fuori del giornalismo (e per questo sono pubblicista), per pagarmi affitto ed università. E questa cosa mi ha arricchito personalmente e professionalmente, permettendomi di entrare in contatto con persone e situazioni che non avrei mai conosciuto se mi fossi rinchiuso nella mia torre eburnea. Ed il giornalismo, se non si sporca le mani, è letteratura.
Ecco, se Martone si fosse limitato a dire «ti piace studiare / non te ne devi vergognare» avrebbe fatto meglio.