(via microsatira)
reblog immediato cor veleno
Quanti di voi conoscono questa realtà?
(eclipsed)
esattamente, esattamente: per chi volesse approfondire ‘un pelo’ la questione consiglio questo ottimo articolo. Che poi questa analisi non l’abbiano compiuta giornalisti iscritti all’Ordine e che percepiscono fior di quattrini dallo Stato tramite i finanziamenti all’editoria, è uno scandalo. Ma come al solito l’Ordine non farà nulla.
Questi non sono giornalisti. Anche se appartengono al mio stesso Ordine, anche se loro sono iscritti all’elenco dei professionisti mentre io a quello dei pubblicisti: non sono giornalisti. Secondo me non sono nemmeno uomini degni di tal nome, visto che strumentalizzano una tragedia storica per vendere due copie in più. Ma il vero problema è che quelle due copie in più c’è qualcuno che le compra.
(che poi tutto nasce da un’interpretazione scorretta ed arbitraria della faccenda)
(Source: rispostesenzadomanda)
Quella è mia sorella, stronsi.
oh, so exploitable…
La Fisiognomica, pratica pseudo-scientifica a livello del Mago do Nascimento, ma molto più pericolosa, ha avuto tra i suoi massimi esponenti il pastore svizzero Lavatier. In Italia ci fu il famosissimo Cesare Lombroso, che volle applicare questa pseudo-scienza nella criminologia forense, concludendo che con certe facce l’unica soluzione era la pena di morte.
Tale pseudo-dottrina è stata sempre usata dai seguaci di movimenti xenofobi e nazisti, per provare a dimostrare la superiorità di una razza rispetto alle altre. Aggiungo che questa merda piace molto anche agli statunitensi, gran seguaci anche di tutte quelle teorie genetiche in cui si cerca di associare il comportamento ad uno specifico gene.
Comunque, a Repubblica.it, il giornalista Francesco Merlo ha più volte utilizzato questa pseudo-scienza per dimostrare le sue teorie strampalate, campate sul nulla e prive di fondamento, per non dire imbarazzanti. Un esempio è nel video sulla metamorfosi di Strauss Kahn
Ma… ma… ancora con ‘sta storia? Ma poi che titolo è? Poi mi chiedono perché io sia uno scettico razionalista (come se fosse una parolaccia, ma lasciamo perdere)
“Tizian, Maniaci e Mazzeo: giornalisti contro tutti”, Il Fatto quotidiano, 25/01/2012
(Source: ilfattoquotidiano.it)
chi sotto il 5, chi sotto il 2. io non mi sono stupita, mi stupiscono, invece, gli entusiasmi dei colleghi, che scrivono prime serate senza scriverle, che pensano che fra la diretta e un programma di montaggio non ci sia alcuna differenza e che mandano in scena gente che non ha mai condotto nemmeno l’auto in vita sua, pensando che andrà bene. è un filotto pazzesco, fatto da gente che riesce a sottovalutare l’intelligenza del telespettatore (e a fottersene altamente di quello che gli fa vedere, tanto il povero appoltronato è incapace d’intendere e di volere e puoi gabbarlo come credi), disprezzo per il proprio lavoro (quel che mandi in onda mandi in onda, che t’importa a te?, poi puoi sempre dire che il tuo linguaggio era troppo alto per essere compreso, troppo nuovo per essere letto alla prima… sempre colpa degli altri, certo) e mancanza di rispetto per il teatro (e lì ti si rivoltano dietro pure le tragedie greche con plotoni di porta-sfiga efficacissimi). il fatto è che leggo i dati d’ascolto e non mi stupisco nemmeno un po’. non mi stupisco nemmeno dell’8% che porta a casa giordano, perché è parecchio tempo che i redattori di rainews24 sembrano avere altro da fare. vissani 1,52, la dandini preserale 1,20… quasi troppo, ecco.
Lo diceva anche Aldo Grasso ieri: la “nuova” tv nasce già vecchia
Scusate: e qual è la differenza con un camorrista qualsiasi, visto che non mi è data libertà di scelta se aderire o meno alla “protesta”?
Scusate: e qual è la differenza con un camorrista qualsiasi, visto che non mi è data libertà di scelta se aderire o meno alla “protesta”?
Ponci Ponci Po Po Po…
bah io sono dell’idea che le vostre/nostre vite quotidiane e le nostre comodità passino in secondo piano quando ci troviamo di fronte al più grande crimine della storia che stà accadendo sotto i nostri occhi e noi siamo l’unica generazione che è troppo pigra per agire…
Sintassi a parte, fammi capire una cosa: quale sarebbe il «più grande crimine della storia che stà [sic!] accadendo sotto i nostri occhi»? L’attuazione delle liberalizzazioni? Il costo della benzina che aumenta? E perché sta accadendo tutto questo? Quali sono le ragioni politiche, sociali ed economiche che stanno spingendo ad una riforma strutturale del Paese? E in ultima analisi, come direbbe “V per vendetta”: di chi è la colpa?
Non so quale sia il tuo background culturale e sociale, ma a me hanno insegnato che la lotta si coniuga sempre con la libertà di scelta. Questo non è “agire”, questa è prevaricazione. Questa è camorra. Non si tratta di avere una comodità in meno, si tratta di avere il diritto di partecipare o meno ad una forma di protesta. E tu mi stai negando questa libertà (garantita dal dettato costituzionale, giusto per).
Poi, sulla questione generazionale, tocchi un punto dolente: in Italia manca totalmente la cultura necessaria per una ‘rivoluzione’ che sia soltanto lontanamente paragonabile a quella del Sessantotto. Questa ondata di antipolitica mi fa paura come e quanto la politica pappona, perché sottesa c’è la stessa faciloneria del “rossi e neri siamo tutti uguali” (cit. Ecce Bombo).
La lezione di Pasolini è stata inascoltata.
Scusate: e qual è la differenza con un camorrista qualsiasi, visto che non mi è data libertà di scelta se aderire o meno alla “protesta”?
Oddio, titolata così fa indignare. Ma secondo me è solo uno scivolone comunicativo.
Martone voleva dire che dobbiamo far passare il messaggio che studiare è bello: e lo dici a uno che ancora si commuove leggendo il libro quinto dell’Antologia palatina? Il problema è che non tutti si laureano tardi perché passano le serate in discoteca: proprio lui dovrebbe sapere che il mercato del lavoro non ti permette di mantenerti adeguatamente. La chiamano “gavetta”, per me è sfruttamento generalizzato (specie nel giornalismo. L’Ordine ha anche creato un sito per parlarne, con risultati finora scarsi).
Personalmente ho lavorato tantissimo al di fuori del giornalismo (e per questo sono pubblicista), per pagarmi affitto ed università. E questa cosa mi ha arricchito personalmente e professionalmente, permettendomi di entrare in contatto con persone e situazioni che non avrei mai conosciuto se mi fossi rinchiuso nella mia torre eburnea. Ed il giornalismo, se non si sporca le mani, è letteratura.
Ecco, se Martone si fosse limitato a dire «ti piace studiare / non te ne devi vergognare» avrebbe fatto meglio.
A parte la trita polemica su Schettino (se ci sono dei magistrati ci sarà un motivo, lasciamo che siano loro a decidere se una persona è colpevole di un reato o no), trovo che Fleischhauer abbia detto delle cose razziste e pesanti che però hanno un grosso fondo antropologico e sociale. In Inghilterra se salti la fila ti ammazzano, in Italia è normale. In Germania tutti pagano le tasse e ricevono servizi, in Italia se le paghi sei un fesso. Non è questione di razza, ma di consuetudine e cultura. E gli Schettino (come tutti quelli che hanno avallato gli “inchini” senza mai fare un cazzo) ne sono diretta espressione.
Mi spiego. L’articolista non ha detto che “tutti gli italiani sono Schettino”. Ha detto che, stante la situazione culturale e sociale italiana, non bisogna stupirsi di quel che è accaduto. E ha ragione. In un paese normale (non dico civile, normale) al primo “inchino” avrebbero sequestrato la nave, tolto la licenza al comandante e comminato una multa pesantissima alla compagnia. In Italia non si è fatto perché c’è un sistema che dire ‘rilassato’ è eufemistico. Le leggi valgono, ma fino ad un certo punto.
Mettersi a disquisire di scelte politiche, poi, è pericolosissimo: a quanto io ricordi eravamo alleati (anzi, alleati “di ferro”) con Hitler, e neanche nella Prima Guerra Mondiale siamo riusciti a scegliere la parte “giusta” - salvo poi tradire, entrambe le volte, i nostri alleati. Insomma, proprio noi non possiamo dare lezioni storiche a nessuno. L’articolista di “Repubblica”, poi, cita piani di ricostruzione (dei quali abbiamo beneficiato anche noi) e addirittura quei poveri italiani emigrati… beh, se erano emigrati è perché qui stavamo con le pezze al culo ed in Germania hanno trovato un posto dove vivere dignitosamente, pagando le tasse e ricevendo in cambio servizi pubblici.
Insomma, qui non si parla di “razza italica”: come diceva GG, «io non mi sento italiano / ma per fortuna o purtroppo lo sono». Ecco, secondo me la società italiana è talmente corrotta e compromessa -così come ampie zone del napoletano in mano alla camorra- che è impossibile che si cambi. O almeno, non mentre io sarò in vita. Quindi non prendiamocela quando ci dicono le cose come stanno: i toni sono esagerati, ma in fondo ha ragione. E lo sappiamo.
(ovvero: cose che ho fatto, rifatto e che rifarei)
se ne avessi il coraggio sarebbe l’esperienza più bella della mia vita